Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di tenerlo sul vostro petto, per tutta la notte, quando pesa poco più di tre chili.
Di accarezzarlo mentre cerca il latte dal seno.
Di fare boccacce, intonare canzoncine e ballare come un giullare quando non ne vuole sapere di mangiare la pappa.
Di insegnargli ad allacciarsi le scarpe.
Di osservarlo di nascosto dalle grate di una ringhiera mentre sta in giardino nei primi giorni di scuola materna.
Di ascoltare i suoi primi ragionamenti.
Di accompagnarlo e assisterlo nelle sue prime difficoltà.
Di vederlo farsi uomo.
Di inorgoglirvi quando vi dà soddisfazione.
Di domandarvi se le sue amicizie sono buone o cattive.
Di preoccuparvi quando non rientra a casa.
Di disperarvi perché non rientra a casa.
Di rassegnarvi perché non lo vedrete più vivo.
Di non darvi più pace perché non ne sapete il motivo.
Di morire dentro
perché siete morti dentro.
Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di amarlo più di voi stessi.
Immaginate che qualcuno lo pesti fino alla morte.
Immaginate che non sarete più gli stessi.
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In memoria di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e di tutti i figli che non sono più tornati a casa.
Domenico Finiguerra
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donatella says:
aiuto che brividi…
per non dimenticare queste morti che ci hanno toccato nel cuore.
Enrica Noseda says:
Per essere empatici non penso sia necessario essere genitori, penso sia sufficiente essere Persone e Civili in quanto in tal caso ogni uomo è il tuo prossimo e addirittura te stesso.
(e il bello è che: non è necessario nemmeno essere credenti in un Dio per esserlo)
N.B.: alcuni esempi per quanto riguardano gli animali hanno dimostrato addirittura che non è nemmeno necessario essere umani.
In africa hanno scoperto una leonessa che adottava piccole di antilopi e le difendeva come fossero figlie sue.
Ho letto si una signora che aveva una gatta che insisteva a voler scendere in cortile per difendere i piccioni dagli altri gatti.
Ed ecco una ulteriore prova
http://laverabestia.org/play.php?vid=1631
Mary Albanese says:
…l’immaginazione scorre in un brivido lungo la schiena e resta fino alla consapevolezza che questi uomini sono vittime della crudeltà del mondo. Resta solo la volontà della moltitudine dei “destati” che può cambiare la visione egoistica in una maggiore sensibilità verso “l’altro”. Namaste.
Cecilia De Rosa says:
Veramente sconvolgente..
e straziante.
Grazie sig Finiguerra, di questa finestra su un mondo vero, e spaventoso.
martina says:
grazie Domenico…grazie
una mamma
domenico maniscalco says:
Affinché questo non abbia a succedere mai più a nessuno, è necessario cambiare questo Stato da neoautoritario a democratico. Questi fatti sono l’eredità di quel che fu il periodo della nefasta “Legislazione dell’Emergenza Antiterrorismo”, che trasformò l’Italia in in Paese delle banane: quelli della mia età se lo ricordano, e ricordano anche il “Processo Sette Aprile”. Passata la c/detta “emergenza”, però, lo spirito a cui s’informava quella legislazione è rimasto, e continua a mietere vittime nell’impunità. Perciò, la trasformazione dello Stato da neoautoritario a democratico passa necessariamente e irrinunciabilmente per la riforma delle forze dell’ordine e per l’inversione di tendenza della filosofia della legislazione sul controllo del territorio.
Paolo mancini says:
Ci aggiungo anche Yara, sottratta a questa vita non dall’autorità vuota di rappresentanti dello Stato…
cinzia says:
non ho parole e’ commovente quello che hai scritto…e…da mamma condivido ogni parola…grazie domenico